Giovedì 24 Settembre 2009 23:28
Questo video dal titolo “ecco come si toglie il treno da un tetto” è stato letteralmente buttato su Youtube lunedì 21.09.09 senza la minima modifica, ma soprattutto senza essere montato e ridotto ad una durata consona al web (di solito un video dovrebbe essere inferiore ai 3 minuti). Ma non solo, l’audio è di una qualità pessima ed addirittura si sentono due donne che rimproverano un certo Joshua.
Questo video dal titolo “ecco come si toglie il treno da un tetto” è stato letteralmente buttato su Youtube lunedì 21.09.09 senza la minima modifica, ma soprattutto senza essere montato e ridotto ad una durata consona al web (di solito un video dovrebbe essere inferiore ai 3 minuti). Ma non solo, l’audio è di una qualità pessima ed addirittura si sentono due donne che rimproverano un certo Joshua. È irrilevante il sapere chi sono e chi sia Joshua. Quello che conta è che il video ad oggi 24.09.09 abbia realizzato 1284 visualizzazioni e che l’esperimento si possa considerare riuscito. La nostra idea era, infatti, quella di provare che, a volte l’argomento, pur in assenza di notizia (nel video si vedono solamente 2 ruspe che eliminano la locomotiva dal tetto e dai binari spingendola giù, scaturendo, peraltro una caduta, abbastanza in sordina), pur in assenza di un packaging sia in grado di suscitare interesse. Non c’è stato neanche bisogno di pubblicizzarlo è bastato condividere il link di youtube su Facebook. Solo, dopo che aveva già raggiunto 1000 visualizzazioni, è stato riproposto su friend feed, twitter ed oknotizie. Michele Ficara Manganelli sul suo blog critica come la stampa mainstram:“in assenza di morti e feriti, nonostante la spettacolarità delle immagini, dia pochissimo risalto alla vicenda a mio avviso estremamente preoccupante in relazione allo stato di sicurezza delle ferrovie che attraversano le nostre città”. Ed enfatizza come: “la velocità dei social media e dei loro abitanti tenda di più a fare a gara a chi arriva prima a dare la notizia, cercando solo l’aspetto spettacolare e rilanciando informazioni non sempre verificate”.
La nostra opinione è che i mass media, che stanno già provando ad adattarsi al mondo Web2.0, dovrebbero cominciare ad integrare le loro risorse redazionali con i contributi forniti dagli utenti nel momento in cui questi possano dare un valore aggiunto alle notizie con l’unico obbiettivo di creare un’informazione sempre più completa e che rispetti le esigenze del lettore.
PS: la locomotiva e il vagone sono ancora fermi nel mio giardino con una dolce copertina che li protegge dal freddo della notte.




