Branding

Personal Branding

Il biglietto da visita che ci proponiamo di costruire, deve essere necessariamente studiato in maniera unica, dinamica, originale, ma soprattutto si deve sviluppare in un contesto veritiero e vicino al suo target. Per garantire la buona riuscita di questa operazione, bisogna dedicare molto tempo alla comunicazione, ai consigli e all’ascolto della propria community. Non si può essere frettolosi perché il suo consolidamento richiede tempo e pazienza.

  • Come si sceglie il nome per un brand? e di conseguenza per un dominio? Principalmente deve rispondere a due esigenze: rimanere impresso ed essere engine friendly, ossia facilmente riprendibile dai motori di ricerca.

    Ma soprattutto è un bene che segua alcune semplici regole:

    • essere breve (si ricorda più facilmente)
    • avere un suono non cacofonico (no alle sigle prive di consonanti),
    • essere facile da scrivere (per evitare che l’utente si dimentichi lo spelling).
    • preferibilmente deve iniziare con una delle prime lettere dell’alfabeto perché tutto online viene messo in ordine e il più delle volte un utente non arriva alla Z quando effettua una ricerca all’interno di un elenco.
    Però in alcuni casi si può optare per la creazione di un brand che contenga al suo interno la tipologia del settore in cui opera come ad esempio web marketing e in quel caso potrebbe iniziare per W.
    Infine, prima di registrarne il dominio è opportuno vedere cosa c’è in rete, per evitare di poter essere confusi con altri siti dal dominio simile e che magari sono pure concorrenti diretti.
    Analizziamo, quindi il nostro brand: Cibbuzz. Salta subito all’occhio che inizia con la lettera C che è posizionata abbastanza in alto nella gerarchia alfabetica e contiene la parola buzz che rispecchia il campo in cui si intende operare.
    Il nome Cibbuzz deriva da C = Cristina B = Berta + Buzz (la I è stata aggiunta per evitare la cacofonia nel suono).

    Ma non solo. Infatti, l’ispirazione è anche dovuta ad una forte assonanza con qualcosa che rientra nella memoria collettiva per la propria appartenenza ad un cult televisivo  e risulta abbastanza facile da ricordare o almeno si spera che lo sia!

  • Come si fa a difendersi da commenti negativi che purtroppo si sono diffusi in modo virale sul web?

    Soprattutto in assenza di feedback positivi?

    Perché si sa che è molto più facile che un utente commenti quando è arrabbiato piuttosto che se si è trovato bene.

    La Littizzetto in uno dei suoi celebri monologhi sottolinea appunto che la mancia non va data se uno fa bene il suo lavoro, perché dovrebbe essere la normalità, ma se fa qualcosa in più.  E lo stesso vale purtroppo per i commenti positivi. Quindi, è abbastanza normale che i feedback positivi spontanei siano meno comuni di quelli negativi.

    A questo punto è necessario studiare una strategia che faccia tesoro delle critiche che ci sono state mosse e che le utilizzi per implementare il nostro servizio. Fare ammenda, in modo implicito, insomma.

    Non rispondere alle critiche, ma informare sul miglioramento a cui ci hanno condotti.

  • Una volta creato il proprio biglietto da visita aziendale, bisogna fare in modo che la sua immagine rimanga cristallina ed immacolata. Questo non è sempre facile, perché nelle maree di internet si possono incontrare utenti non soddisfatti che ne parlano male. E si sa che un commento negativo gode di una velocità di propagazione maggiore di qualsiasi flusso di informazioni positive, ma a volte si può sfruttare le critiche per instaurare un dialogo con i propri clienti. In questa pratica ci sono delle regole etiche che è opportuno seguire, come quella di mettere la faccia in modo umano ma anche professionale nel sostenere un brand. A volte è facile se i commenti negativi sono poco pesanti (come ad esempio: “è caro!” si può puntare sulla qualità del servizio offerto) altre sono molto difficili ed impossibili da controbattere, ne è un esempio una nota marca sportiva che è stata accusata di aver sfruttato mano d’opera minorile. 

    L’importante è cercare di difendersi in modo pulito, senza bannare o attaccare nessuno, in modo democratico e civile.

    Ma come si fa ad essere sempre informati sui giudizi che ci circondano? 

    A differenza della comunicazione offline, nell’online esistono degli strumenti come Google Alert, in cui effettuare le ricerche, basta saper cercare. Noi siamo qui per aiutarvi.