Venerdì 04 Dicembre 2009 00:00
L'Icann, l'ente che si occupa della gestione dei domini, ha approvato l'uso di nomi e domini web con caratteri arabi, cinesi, asiatici: una svolta per oltre la metà degli utenti.La notizia appare il 30 ottobre su Repubblica e sinceramente ci lascia un po’ perplessi.
Va considerato che circa 1,6 miliardi di persone utilizza caratteri arabi, cinesi greci, indi o cirillici.
Da un punto di vista tecnico il cambiamento avverrà tramite un sistema di traduzione in grado di tradurre tali caratteri nei corretti indirizzi.
Finora tutti i domini e indirizzi internet erano limitati ai 26 caratteri dell'alfabeto latino impiegati nella lingua inglese (insieme ai dieci caratteri numerici e all’underscore).
I primi domini arriveranno già per la metà del 2010. La Cina è uno dei Paesi che ha maggiormente voluto questa svolta.
A noi sinceramente più che un ulteriore passo verso l’internazionalizzazione sembra la legittimazione della nascita di nicchie, volte a far rimanere ancora più chiusi e controllati quei Paesi con un governo che esercita un forte controllo sul mondo web, come ad esempio la Cina. Con questo non vogliamo riaprire una polemica verso l’Esperanto come lingua universale, ma sottolineare che il rischio è che si creino dei mondi web a parte impossibilitati ad inserirsi all’interno di una rete globale. Ma forse è anche una conseguenza del fatto che si stiano esaurendo le combinazioni possibili con l'alfabeto in uso attualmente mentre la richiesta di nuovi indirizzi è destinata a crescere notevolmente.
Infine bisogna riflettere anche su un argomento di non poco conto. Tutte le web agency e le software house saranno obbligate a aggiornare i propri prodotti (dai siti web alle applicazioni desktop, per non parlare del mobile) a lavorare con i nuovi caratteri in cirillico, arabo, cinese e hindi.
Per la Cina il problema è reale
Sull’argomento ha dato un importante apporto Emanuele Del Grande di cui riportiamo alcune parti del suo commento:
“La disponibilità di caratteri speciali (diversi dai 26 en-GB) è un contributo alla localizzazione, ma è possibile che generi maggiore isolamento tra le culture invece che favorirne la comunicazione.
[…]
Io credo che per quanto il governo cinese si impegni a limitare la libertà del popolo cinese, prima o poi il naturale bisogno di libertà e democrazia dei cittadini supererà il rischio a cui dovranno esporsi per ottenerle, è solo questione di tempo.
Nel frattempo si può aiutare questo cambiamento pacifico favorendo l'alfabetizzazione sulle soluzioni più facilmente praticabili per superare la barriera.
Questa è una delle tante possibilità: http://knol.google.com/k/ultrasurf-tecnologia-proxy-che-bypassa-filtri-e-censure. Puoi diffonderle a tutte le persone che pensi possano beneficiarne; in generale ti suggerisco di esplorare i risultati di questa ricerca (e altre simili): http://www.google.it/search?hl=it&q=bypassare+filtro+internet+cina”




