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Domenica 6 Giugno 2010 hanno indetto uno sciopero delle interazioni con Facebook.
I promotori dell’iniziativa sono FacebookProtest.com e QuitFacebookDay.com e l’idea nasce dal fatto che il noto social network sta apportando alcune modifiche strutturali, per evitare la fine di qualunque altro social network.

La protesta contro Facebook si è rivelata un flop. Sono solo 26mila gli utenti che il 6 giugno 2010 hanno lasciato Facebook. Pochi in confronto agli oltre 400 milioni di iscritti e questo dimostra come il social network si sia aggiudicato un posto di rilevante inportanza nella vita di ognuno di noi anche a discapito della privacy.
Proponendosi in modo nuovo, come connettore sociale universale e distributore mondiale di traffico. Questo ad alcuni può non stare bene, ma da qui ad organizzare una marcia mediatica atta alla cancellazione del profilo ce ne corre.

 


Ovviamente Cibbuzz non aderirà allo sciopero, ma si farà promotore della difesa mediatica di Facebook.
Ma come prima cosa cerchiamo di capire la protesta. Si riconduce tutto al concetto di privacy e alla gestione dei dati, nonché alla difficoltà di rimuoversi da Facebook. Inoltre, si indice la protesta in una giornata estiva domenicale in cui probabilmente gli utenti avranno più voglia di andare al mare che di stare davanti ad uno schermo.
Sulla privacy vorremmo ricordare che Facebook dà molte più possibilità di scelta di qualsiasi altro sito o di una semplice iscrizione ad una newsletter, basta settare le opzioni che si preferiscono addirittura si può decidere a chi far vedere i nostri aggiornamenti.
Consigliamo di pensare alle persone che Facebook ci ha permesso di ritrovare e ai bei momenti goliardici che ci ha fatto passare.
Infine, invitiamo a riflettere prima di aderire ad una protesta abbastanza fuorviante.

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