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IAB Forum 2009Si parte dai dati Nielsen: oltre 23 milioni i navigatori attivi nel nostro Paese - il 43% della popolazione. Una massa critica eterogenea per età, educazione, professione e area geografica. Si investe di più e ci si pone maggiori quesiti sul web.

La tavola rotonda che apre il convegno "Il futuro dell'economia digitale in Italia" verte sulla scarsa attenzione della politica per internet, a partire dallo sviluppo della banda larga.
Le varie conferenze sembrano rivolte più ad un pubblico eterogeneo che agli addetti ai lavori, ma probabilmente è necessario che lo siano per catturare più persone.
Anche il workshop “chi paga il contenuto?” ce lo aspettavamo un po’ meno tematico. Si è affrontato soltanto l’argomento dei contenuti editoriali e della crisi dei quotidiani rovinati dalla rete. Il problema è che dovrebbero cercare nuove strade, come fa notare Luca Conti paragonando l’ecosistema dei media alle Maldive, dove si costruiscono dei muretti per difendersi dallo Tsunami imminente, ma che ovviamente non sono sufficienti ad arginare le maree.
Ma non importa, lo Iab serve come vetrina per farsi conoscere e creare nuove opportunità, in questo senso si può definire riuscito il suo intento di affronatare le dinamiche sociali dei social network. 

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